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lunedì 28 dicembre 2009

Buone Vacanze

Intellezione.com vi augura buone vacanze e torna il 28 Gennaio 2010.

mercoledì 23 dicembre 2009

Il mio regalo di Natale.

Questo articolo scritto nel 2004 da Robert R. Pretcher, junior un anno prima dello scoppio della bolla immobiliare. L'articolo è tradotto da Vincenzo D'Urso e ho preso il testo dal blog "la voce del Gongoro" che l'aveva postato nel Febbraio 2009. Credo che valga la pena dedicare 2 minuti per leggerlo:



Di Robert R. Prechter, Jr.



Mi sono stancato di sentire economisti sostenere che il governo e la FED dovrebbero espandere il credito per il bene dell'economia. Qualche volta un'analogia può schiarire le idee, proviamone una.




Potrebbe sembrare folle, ma poniamo il caso che il governo decida che il benessere della nazione dipenda dalla produzione di automobili Jaguar e di fornirne a tutti quante più possibile.




Per rendere l'obiettivo più semplice, il governo inizia aprendo stabilimenti in tutta la nazione, sovvenzionando la produzione con le tasse. Per il piacere di tutti, il governo offre queste macchine lussuose al 50% del vecchio prezzo. Tutti si precipitano negli showroom per l'acquisto.




Successivamente, gli aqcuisti diminuiscono, allora il governo taglia i prezzi di un ulteriore 50%. Più persone corrono ad acquistare. Gli acquisti calano ancora, perciò il governo decide di abbasare il prezzo a 900 dollari l'una. La gente ritorna nei depositi per acquistarne due o tre, o una mezza dozzina. Perché no? Guarda quanto sono economiche. I genitori regalano Jaguar ai loro figli e ne parcheggiano qualcuna extra nel giardino di casa. Alla fine la nazione è inondata di Jaguar.





Diamine, le vendite calano ancora, e il governo va in panico. Deve muovere più Jaguar o, secondo la sua teoria - adesso ironicamente fatta realtà - l'economia andrà in recessione. La gente lavora tre giorni a settimana solo per pagare tasse che il governo userà per sostenere la produzione di più Jaguar. Se si arresta la produzione di Jaguar, si ferma l'economia. Perciò il governo vara il programma di “stimolo” ed inizia a dar via Jaguar. Qualche Jaguar in più esce dagli showroom ma poi è la fine. Nessuno vuole più Jaguar. Alla gente non interessa se sono gratis. Non sanno che farsene. La produzione di Jaguar cessa.





Ci vogliono anni per sistemare l'eccessiva fornitura di Jaguar. Le aziende chiudono, la disoccupazione aumenta e l'introito delle tasse collassa. L'economia è distrutta. La gente non può permettersi la benzina o le riparazioni, di conseguenza molte Jaguar s'arruginiscono perdendo valore. Il numero di Jaguar – tutt'al più – ritorna ai livelli precedenti al programma di stimolo.





Lo stesso può accadere con il credito. Sembrerebbe assurdo, ma poniamo il caso che il governo decida che il benessere della nazione dipenda dalla produzione di credito e fornirne a tutti quanto più è possibile.





Per semplificare l'obiettivo, il governo inizia ad aprire istituti in tutta la nazione - chiamati Federal Reserve Banks, Federal Home Loan Banks, Fannie Mae, Sallie Mae, and Freddie Mac, tutti sovvenzionati dai monopoli statali o garanzie governative - per convogiare credito al pubblico attraverso le banche. Per il piacere di tutti, il governo inizia a ridurre i requisiti collaterali offrendo, in tal modo, credito al di sotto degli interessi di mercato. La gente si riversa in banca a richiedere credito.





Successivamente le richieste di credito diminuiscono, le banche, quindi, abbassano gli interessi. Più gente corre in banca. Le richieste diminuiscono nuovamente, gli istituti abbassano gli interessi all'1% senza collaterali e senza richiesta di anticipi. La gente ritorna in banca a richiedere più credito. Perché no? Guarda quanto è conveniente. I debitori usano il credito per l'acquisto di case, barche e altre Jaguar da parcheggiare nel giardino di casa. Alla fine la nazione è inondata di credito.





Diamine, le richieste calano ancora e il governo e le banche vanno in panico, devono muovere più credito o, secondo le loro teoria - adesso ironicamente fatta realtà - l'economia andrà in recessione. La gente lavora tre giorni a settimana solo per pagare i loro debiti in modo che le banche possano continuare ad offrire più credito. Se si arresta il credito, si ferma l'economia. Perciò il governo vara il programma di “stimolo” ed inizia a dar via credito al tasso dello 0%. Qualche altra persona si reca agli sportelli bancari ma poi è la fine. Nessuno vuole più credito. Alla gente non interessa se è gratis. Non sanno che farsene. La produzione di credito cessa.





Ci vogliono anni per sistemare l'eccessiva concessione di credito. Le aziende chiudono, la disoccupazione aumenta e l'introito delle tasse collassa. L'econimia è distrutta. La gente non ha i soldi per ripagare i propri debiti, di conseguenza molte promesse di pagamento divengono senza valore. Il valore creditizio - tutt'al più - ritorna ai livelli precedenti al programma di stimolo.





Visto come funziona?






L'analogia è perfetta? No. L'idea di spingere credito sulla gente è molto più pericoloso dell'idea di inondarli di Jaguar. Nello scenario “creditizio” debitori e anche molti creditori alla fine perdono tutto. Nello scenario “Jaguar” almeno tutti, alla fine, rimangono con il garage pieno di automobili. Va da sé che lo scenario “Jaguar” è impossibile, perché il governo non può produrre valore. Può, tuttavia, ridurre il valore.






Un governo che impone il monopolio della banca centrale, ad esempio, può ridurre il progressivo valore del credito. Un sistema di monopolio creditizio permette pure frodi e furti su una scala più grande. Invece di appropriarsi apertamente del lavoro dei cittadini facendoli produrre automobili, il governo, attraverso il monopolio bancario e del credito, se ne appropria (lavoro dei cittadini) clandestinamente, rubando i risparmi custoditi dai cittadini presso i conti correnti bancari inflazionando l'offerta di credito, riducendo, in tal modo, il valore dei risparmi.





Le teorie macroeconomiche del 20° secolo - sia keynesiana che monetarista - hanno difeso l'idea che un'economia in crescita necessiti di credito facile. Ma è una falsa teoria. Il credito dovrebbe essere offerto in regime di libero mercato, in tal caso verrebbe offerto quasi sempre intelligentemente, prima ai produttori e poi ai consumatori.







Meno disponibilità di credito significa che meno persone avrebbero una casa o un'automobile? L'opposto. Solo i tempi sarebbero diversi. Inizialmente ci vorrebbero più anni, per lo stesso numero di persone, per risparmiare abbastanza da permettersi la proprietà di una casa o di un'automobile - proprietà effettiva, non presa in affitto dalle banche. I prezzi sarebbero più bassi perché il credito non concorrerebbe con il denaro a giocare a rialzo su queste merci. E, siccome le banche non si approprierebbero di tanto lavoro e ricchezza dei cittadini, l'economia, nella sua totalità, crescerebbe molto più velocemente. Alla fine, l'estensione della proprietà di automobili e case - proprietà effettiva - eclisserebbe quella di una società a credito facile. Inoltre, la gente manterrebbe la propria casa o la propria automobile perché le banche non potrebbero riscattarne le ipoteche. Come bonus, non ci sarebbe un devastante collasso generalizzato del sistema bancario, che, come la storia ha ripetutamente dimostrato, è inevitabile in un sistema con banca centrale e altri istituti di credito creati dal governo.






Jaguar per tutti? Più credito? C'è un'idea migliore: torniamo ad usare moneta sonante.

martedì 22 dicembre 2009

Istituzioni al di sopra della legge.

L'Interpol (nome ufficiale ICPO-Interpol ) é un istituzione per la coodinazione delle singole polizie internazionali istituita nel 1947 a Parigi a cui aderiscono 186 nazioni.






Il 16 Dicembre 2009, il presidente degli Stati Uniti , Barack Obama ha modificato l'OE 12.425 già modificato nel lontano 1985 che pone la Polizia Internazionale conosciuta con l'acronimo Interpool al di sopra della legge in tutti gli stati della federazione americana.

Traduzione dell'ordine esecutivo 12425 firmata da presidente Barack Obama, (per l'originale):


La Casa Bianca

Ufficio del Segretario stampa

For Immediate Release 17 dicembre 2009
Executive Order - Modifica Executive Order 12425

Executive Order
- - - - - - --
MODIFICA dell'ordine esecutivo 12.425 PER LA DESIGNAZIONE
DELLO STATUS DI ORGANIZZAZIONE PUBBLICA INTERNAZIONALE ALL'INTERPOL , CHE IMPLICA IL DIRITTO DI GODERE
DI CERTI PRIVILEGI, ESENZIONI, E IMMUNITÀ.

Dal poteri a me conferiti in qualità di Presidente dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti d'America, compresa la sezione 1 della legge sulle immunità Organizzazioni internazionali (22 USC 288), e al fine di estendere i privilegi del caso, le esenzioni e l'immunità alla polizia criminale internazionale (INTERPOL), si è disposto che l'Ordine Esecutivo 12425 del 16 giugno 1983, come modificato, è ulteriormente modificato cancellando dalla prima frase le parole "ad eccezione di quelle previste al punto 2 (c), punto 3 , sezione 4, punto 5, e articolo 6 di tale legge "e il punto e virgola che precede immediatamente di loro.

BARACK OBAMA

LA CASA BIANCA
16 Dicembre 2009

Ecco una piccola parte del testo del punto 2 (c) che viene ora applicato all'Interpol negli Stati Uniti:

(c) le proprietà e le attività delle organizzazioni internazionali, ovunque si trovino e chiunque li detenga, sono esenti da perquisizione, e dalla confisca a meno che si dichiari espressamente di rinunciare a tale immunità. Gli archivi delle organizzazioni internazionali sono inviolabili.


Di fatto l'Interpol e i suoi "agenti" sul territorio americano non sono perseguibile dalla polizia locale , i suoi funzionari possono infrangere le leggi ed interferire nelle indagini senza dover rendere conto a nessuno .





Marc Faber - Economic Armageddon in the U.S.A.

Maltempo e considerazioni personali.

Il motivo per cui mi abbasso a parlarvi delle nevicate delle ultime ore è che queste nevicate sono state indotte artificialmente.
I commenti più comune tra i milanesi riferiti alla neve caduta sono stati : "questa neve sembra farina" oppure "non si riesce neanche a fare le palle di neve" . Un cittadino ignaro delle operazioni di manipolazione climatica che vengono attuate quotidianamente sopra le nostre teste potrebbe trovare la
"neve farinosa" una curiosità natalizia del 2009 ; io invece mi chiedo perché abbiano speso milioni di euro per far cadere 30 cm di neve ( artificiale) su mezza europa.

Prima di proseguire nelle mie considerazioni, vorrei anticipare eventuali de-bunker ed scettici sulla possibilità e la capacità dell'aeronautica di modificare e pianificare gli eventi climatici:




Ora, non è compito di questo post spiegarvi come viene modificato il clima ( a chi fosse interessato consiglio vivamente il blog tankerenmy), spero che i pochi esempi che vi ho citato vi abbiano aiutato a capire che la manipolazione delle condizioni atmosferiche è possibile e avviene sotto i vostri occhi.


Questo post è stato scritto per farvi riflettere sul perché di questo maltempo artificiale , in Cina il motivo "ufficiale" era combattere la siccità , ma in Europa ed negl USA? Che la motivazione sia fare avere la percezione dei problemi come globali? ( forse). Poi ho sentito che nella mia città (Milano) erano stati dispiegati sulle strade 800 militari "per spalare la neve" numero che poteva crescere in caso di nuove nevicate; ho avuto come l'impressione che non fossero lì casualmente, ma fossero in strada per abituarci alla loro presenza. (n.d.r. vorrei ricordarvi che a gennaio i militari saranno dipendenti di una società privata Difesa S.p.a.).

Quando poi ho sentito e letto la parola "Caos" ripetuta più e più volte sui mezzi di propaganda ( giornali e telegiornali ) del sistema ho avuto una strana sensazione, sopra tutto visto che ci troviamo nei giorni compresi tra il 21 e il 25 Dicembre , giorni in cui il Sole muore e risorge. Con un velo di malizia lascio ai più maliziosi lavorare di intelletto e di fantasia...











lunedì 21 dicembre 2009

GRECIA, ISLANDA E LETTONIA POTREBBERO GUIDARE LA RIVOLTA CONTRO UE E FMI

DI ELLEN BROWN
huffingtonpost.com
Il crollo finanziario totale, un tempo problema solamente dei paesi in via di sviluppo, è giunto ora in Europa. Il Fondo Monetario Internazionale sta imponendo le proprie “misure di austerità” al cerchio più esterno dell’Unione Europea, con Grecia, Islanda e Lettonia come i paesi più colpiti. Ma questi non sono i normali mendicanti del terzo mondo. Storicamente, i vichinghi islandesi respinsero in numerose occasioni gli invasori britannici, le tribù lettoni allontanarono persino i vichinghi e i greci conquistarono l’intero impero persiano. Se c’è qualcuno che può opporsi al FMI, sicuramente sono questi valorosi guerrieri europei.
Decine di paesi sono risultati inadempienti sul proprio debito negli ultimi decenni, e il caso più recente è stato Dubai che ha dichiarato una moratoria sui debiti il 26 novembre 2009. Se l’ex ricchissimo emirato arabo può risultare inadempiente, possono esserlo anche i paesi disperati. E se l’alternativa è quella di distruggere l’economia locale, è difficile sostenere che non dovrebbero farlo.
Questo è particolarmente vero quando i creditori sono in buona parte responsabili dei problemi del debitore, e ci sono buone ragioni per sostenere che i debiti non devono essere ripagati. I problemi in Grecia ebbero origine quando furono mantenuti bassi i tassi di interesse, inadeguati per la Grecia, per salvare la Germania da un tracollo economico. Mentre ad Islanda e Lettonia è stata accollata la responsabilità delle obbligazioni private verso cui loro non erano parti in causa.
L’UE che non funziona: quando una moneta comune non ha successo.
La Grecia potrebbe essere il primo paese del cerchio più esterno dell’UE a ribellarsi. Secondo Ambrose Evans-Pritchard sul Daily Telegraph di domenica: “La Grecia è diventata il primo paese delle sofferenti zone periferiche dell’unione monetaria europea a sfidare Bruxelles e rifiutare la cura medievale da sanguisughe di una deflazione dei salari”. Il Primo ministro George Papandreu ha detto venerdì: “I lavoratori stipendiati non pagheranno per questa situazione: non procederemo al congelamento o al taglio dei salari. Non siamo saliti al potere per distruggere lo stato sociale”.
Rileva Evans-Pritchard:
"Papandreu ha dei buoni motivi per lanciare il guanto di sfida ai piedi dell’Europa. Alla Grecia è stato detto di adottare un pacchetto di austerità in stile FMI, senza applicare la svalutazione così importante per i piani del FMI. La ricetta è disastrosa ed è chiaramente controproducente."
La moneta non può essere svalutata perché si tratta dello stesso euro utilizzato da tutti. Ciò significa che mentre la possibilità del paese di ripagare il debito viene compromessa dalle misure di austerità, non vi è modo di diminuire il costo del debito. Evans-Pritchard conclude:
La verità è che pochi in Eurolandia sono disposti a mettere in dubbio il fatto che l’Unione Monetaria sia intrinsecamente inadeguata – per la Grecia, per la Germania, per chiunque.
Ed è la ragione per la quale l’Islanda, che non fa ancora parte dell’UE, potrebbe rivedere la propria posizione. All’Islanda viene richiesta l’appartenza all’unione per sottoscrivere un accordo nel quale verrebbero risarciti i depositanti olandesi e britannici che hanno perso i loro soldi nel crollo di IceSave, una divisione off-shore della più importante banca privata islandese. Eva Joly, un magistrato franco-norvegese assunta per indagare sul crollo bancario islandese, lo definisce un ricatto e avverte che cedere alle richieste dell’UE prosciugherebbe l’Islanda delle sue risorse e della sua popolazione, che sarebbe costretta ad emigrare per trovare lavoro.La Lettonia è un membro dell’UE e si crede che adotterà l’euro, ma non ha ancora raggiunto questa fase. Nel frattempo, l’UE e il FMI hanno detto al governo di prendere a prestito valuta straniera per stabilizzare il tasso di cambio della valuta locale, allo scopo di aiutare i mutuatari a pagare i mutui contratti in valuta straniera dalle banche straniere. Come condizione ai finanziamenti del FMI, vengono richiesti anche i soliti tagli governativi. Nils Muiznieks, responsabile dell’Istituto di ricerche politiche e sociali avanzate di Riga, in Lettonia, si è lamentato:
Il resto del mondo sta perfezionando dei pacchetti di incentivi che vanno dall’uno al dieci per cento del PIL ma, nello stesso momento, alla Lettonia è stato chiesto di apportare dei forti tagli alla spesa – per un totale di circa il 38 per cento quest’anno nel settore pubblico – e di aumentare le tasse per coprire i deficit di bilancio.
In novembre il governo lettone ha adottato il bilancio più pesante degli ultimi anni, con tagli di quasi l’11%. Il governo ha già aumentato le tasse, ridotto la spesa pubblica e gli stipendi governativi e chiuso decine di scuole e ospedali. Come risultato, la banca nazionale prevede per quest’anno una diminuzione dell’economia del 17,5%, proprio quando c’è bisogno di un’economia produttiva per rimettersi in piedi. In Islanda l’economia si è contratta del 7,2% nel corso del terzo trimestre, il calo più forte mai registrato prima.Come negli altri paesi stretti dai lacci neo-liberisti sulla produttività, l’occupazione e la produzione industriale sono state danneggiate, mettendo in ginocchio le economie.Una considerazione cinica è che questo sia stato fatto di proposito. Invece di aiutare le nazioni post-sovietiche a sviluppare economie autosufficienti, scrive Marshall Auerback, “l’Occidente le ha viste come delle ostriche economiche da frantumare riempiendole di debiti allo scopo di ricavarne interessi e guadagni in conto capitale, lasciandole poi solo delle conchiglie vuote”.Ma la gente non si sta sottomettendo in silenzio. La scorsa settimana in Lettonia, mentre il Parlamento discuteva che cosa fare del debito nazionale, migliaia di studenti e insegnanti hanno riempito le strate protestando contro la chiusura di centinaia di scuole e la riduzione fino al 60% degli stipendi dei docenti. I dimostranti portavano striscioni con scritto “Hanno venduto l’anima al diavolo” e “Siamo contro la povertà”. Al parlamento islandese, secondo le ultime notizie la discussione su IceSave è andata avanti per 140 ore, un nuovo primato, e una parte sempre più in crescita della popolazione si oppone al finanziamento di un debito che credono che il governo non debba restituire.
Il 3 dicembre in un articolo sul Daily Mail intitolato “Quello che l’Islanda può insegnare ai Tory”, Mary Ellen Synon scrive che da quando l’economia islandese è crollata lo scorso anno, “i costruttori dell’impero di Bruxelles erano sicuri che i terrorizzati islandesi ormai sull’orlo della bancarotta fossero finalmente pronti per scambiare la propria indipendenza con la ‘stabilità’ dell’adesione all’UE”. Ma il mese scorso, un sondaggio ha mostrato che il 54 per cento degli islandesi si oppone all’adesione, con solamente il 29 di cittadini favorevoli. Synon scrive:
Lo scorso anno gli islandesi potrebbero essersi spaventati a morte ma stanno ora uscendo dalle rovine del loro benessere e hanno deciso che la cosa più preziosa rimasta è la loro indipendenza. Non sono disposti a metterla in vendita, nemmeno per l’eventualità di un salvataggio da parte della Banca Centrale Europea.
Islanda, Lettonia e Grecia sono tutte in grado di mettere alla prova il bluff del FMI e dell’UE. In un articolo del primo ottobre intitolato “Lettonia – la pazzia continua”, Marshall Auerback sosteneva che il problema del debito lettone potrebbe essere risolto nell’arco di un fine settimana, con una serie di misure che comprendono (1) non rispondere al telefono quando i creditori stranieri chiamano il governo; (2) dichiarare insolventi le banche, convertendo il loro debito estero in capitale, e farle riaprire con un’assicurazione totale sui depositi garantiti in valuta locale; e (3) offrire “un lavoro con un salario minimo in valuta locale comprensivo di assistenza sanitaria a chiunque sia disposto a lavorare come fu fatto in Argentina dopo che il regime di Kirchner rifiutò il pacchetto tossico di restituzione del debito del FMI”.Evans-Pritchard ha suggerito un rimedio analogo per la Grecia la quale, dice, potrebbe liberarsi dal suo cappio mortale seguendo l’esempio dell’Argentina. Potrebbe “reintrodurre la propria valuta, svalutarla, approvare una legge che trasformi il debito interno in euro in valuta locale, e ‘ristrutturare’ i contratti con l’estero”.
La strada meno battuta: dire di no al FMI
Opporsi al FMI non è una strada molto praticata ma l’Argentina ha tracciato il cammino. Di fronte alle tremende previsioni secondo cui l’economia crollerebbe senza crediti con l’estero, nel 2001 sfidò i propri creditori e si staccò semplicemente dai propri debiti. Nell’autunno del 2004, tre anni dopo un’inadempienza record su un debito di oltre 100 miliardi di dollari, il paese era sulla strada della ripresa e aveva raggiunto questo risultato senza aiuti dall’estero. L’economia era aumentata dell’8 per cento per due anni consecutivi. Le esportazioni erano cresciute, la moneta era rimasta stabile, gli investitori ritornavano e la disoccupazione era diminuita. “Si tratta di un importante evento storico, che mette alla prova 25 anni di politiche sbagliate”, diceva l’economista Mark Weisbrot in un’intervista del 2004 riportata dal New York Times. “Mentre altri paesi stanno zoppicando, l’Argentina sta avendo una crescita molto forte senza alcun segno di insostenibilità, ed è stato fatto senza alcuna concessione per ottenere afflussi di denaro straniero.
”Weisbrot è condirettore di un centro studi con sede a Washington chiamato “Centro per la ricerca economica e politica”, che nell’ottobre 2009 ha presentato uno studio su 41 paesi debitori del FMI. Lo studio ha scoperto che le politiche di austerità imposte dal FMI, tra cui i tagli alle spese e la rigida politica monetaria, avevano maggiori probabilità di fare più male che bene a quelle economie.
Questa è stata anche la conclusione di uno studio pubblicato nel febbraio scorso da Yonca Özdemir dell’Università Tecnica del Medioriente di Ankara, mettendo a confronto gli aiuti del FMI in Argentina e in Turchia. Entrambi i mercati emergenti hanno affrontato delle gravi crisi economiche nel 2001, ma se l’Argentina si è ribellata al FMI, la Turchia ha seguito ogni volta i suoi consigli. Il risultato è stato che l’Argentina si è ripresa mentre la Turchia si trova ancora in una crisi finanziaria. L’Argentina ha scelto di dirigere le proprie risorse verso l’interno, sviluppando la propria economia nazionale.
Per trovare i soldi per questo sviluppo, l’Argentina non ha avuto bisogno di investitori stranieri. Ha emesso il proprio denaro e credito attraverso la propria banca centrale. In precedenza, quando la valuta nazionale è crollata completamente nel 1995 e di nuovo dopo il 2000, i governi locali argentini avevano emesso obbligazioni locali che venivano negoziate come valuta. Le province pagavano i propri dipendenti con ricevute cartacee chiamate “Obbligazioni cancella-debito” che erano espresse in unità valutarie equivalenti al peso argentino. Le obbligazioni cancellavano il debito delle province verso i loro dipendenti e potevano essere spese nella comunità. Le province in realtà avevano “monetizzato” i loro debiti, trasformando le loro obbligazioni in valuta a corso legale.L’emissione e il prestito della valuta sono diritti sovrani del governo, e sono diritti che i piccoli paesi europei perdono quando aderiscono all’UE. L’Argentina è un paese grande che ha maggiori risorse rispetto ad Islanda, Lettonia o Grecia, ma ora le nuove tecnologie disponibili potrebbero addirittura rendere autosufficienti i piccoli paesi. Vedi l’articolo di David Blume “Alcohol can be a gas”.
Ellen Brown
Traduzione a cura di JJULES
per www.comedonchisciotte.org

domenica 20 dicembre 2009

Il capo della Federal Reserve russa, Sergei Ignatyev, sta bene e ringrazia!

Ho preso un granchio , e mi scuso con i miei lettori : quando scoppiò il treno in Russia circolò su molti siti Repubblica e WS Italia) che nello scontro era morto il capo della Federal Reserve Russa (agenzia inesistente). Io sbagliando riportai la notizia sul sito . Chiedendo umilmente scusa ai lettori riporto l'articolo segnalato da un lettore in cui si dimostra che il capo della Banca Centrale Russia è vivo e vegeto e chi morì nell'incidente fu Boris Yevstratikov (ingegnere capo della RosReserve), non Sergei Ignatyev (Capo della Banca Centrale Russa) . Mi sembra corretto postare l'articolo segnalatomi , inoltre rendo merito a Maurizio Blondet per essere stato uno dei primi a smascherare l'inesattezza delle informazione che girava nel main-stream.

Grazie all'utente anonimo.


fonte:

http://massmediumblog.com/2009/12/01/il-capo-della-federal-reserve-russa-sergei-ignatyev-sta-bene-e-ringrazia/

di Guido Eugenio


La Federal Reserve russa, cioè usando il termine corretto, la Banca Centrale della Russia; o meglio il suo capo Sergei Ignatyev, che gode di buona salute, ieri ha comperato un amuleto, un bel corno rosso, poiché è venuto a sapere che in Italia quello è il giusto antagonista della sfiga. Si perché da un paio di giorni quasi tutti i mezzi di informazione italiani lo danno per morto!

I media italiani, negli ultimi articoli della tragedia del treno Mosca San Pietroburgo, apposta oppure per trascuratezza, chiamano il Rosreserv la Federal Reserve russa, quando in realtà sono due cose ben diverse l’una dall’altra!

Innanzi tutto chiariamo che la tragica fine riguarda il capo della Rosreserv, Boris Yevstratikov, nella recente catastrofe del treno Nevsky Express, presentando le nostre condoglianze alla famiglia.

Confusione dei termini
Rosreserv e Federal Reserve sono due termini molto differenti. Il Federal Reserve System conosciuto anche come Federal Reserve ed informalmente come la FED, è la banca centrale degli Stati Uniti d’America; non della Russia. Le stessi funzioni in Russia (cioè stabilire la politica monetaria nazionale, supervisionare e regolare le istituzioni bancarie) le esegue la Banca Centrale della Russia; il suo capo Sergei Ignatyev, per fortuna, non era sul quel treno.

Cos’è allora la Rosreserv?
Non ha niente a che vedere con la Federal Reserve americana e nemmeno con la Banca Centrale russa. Rosreserv è l’Agenzia Federale per le Riserve dello Stato, una struttura che fa capo alMinistero del Commercio e lo Sviluppo Economico della Federazione russa; si occupa di creare leriserve materiali di prodotti indispensabili in tutti i casi di catastrofi dovute a calamità, incidenti e/o conflitti armati (generi di prima necessità, alimentari, farmaci, ecc.). Per adempiere a tale funzione Rosreserv è stata autorizzata a creare una rete di magazzini ove vengono stoccate scorte di prodotti da utilizzare in caso di emergenza.

Il suo capo, Boris Yevstratikov, vittima della brutta tragedia del treno Nevsky Express, era nato nel 1958 nell’allora Leningrado (oggi San Pietroburgo) e si era formato all’alta scuola di ingegneria navale Ammiraglio S. O. Makarov. Nel 2004 aveva fatto parte dell’Accademia giuridica del ministero degli interni russo. Il 10 marzo di quest’anno era stato nominato dirigente di Rosreserv. Era stato insignito dell’alto riconoscimento “Per i servizi resi alla patria” e aveva ricevuto una medaglia in occasione del “Trecentesimo anniversario della flotta russa”.

I media italiani mendaci
Purtroppo nel gioco di parole Rosreserv-Federal Reserve e nell’associare a quest’ultima (se proprio volete chiamare la Banca Centrale della Russia così) Boris Yevstratikov, partecipano anche i mezzi di informazione italiani grandi ed autorevoli come il quotidiano La Repubblica, la Rai, l’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) e molti altri.. Ad esempio il giornale Repubblica titola “Russia: Attentato a treno, morto capo Federal Reserve russa“; idem Il Tirreno e L’Espresso. Wall street italia: “Terrorismo e complotti: Ucciso il capo della Federal Reserve russa“, e così via gli altri quotidiani online a fare i pappagalli.

011 Google Capo Federal Reserve russa

Coinvolti nella notizia mendace anche molti giornali di economia, tanti altri piccoli siti e i blog. Ci domandiamo se questo gioco (dei grandi media) sia cosciente oppure è il risultato della noncuranza nel redigere gli articoli?

Lo scopo della confusione
L’obiettivo del miscuglio dei termini potrebbe essere quella di sopravalutare l’effetto della catastrofe del treno Nevsky Express, deragliato a causa di una bomba, sulla stabilita della Russia, del suo sistema finanziario e del rublo, per impressionare non solo i semplici lettori ma anche i mercati finanziari, gli uomini d’affari e i politici.

Quando mai i media italiani cesseranno di cercare notizie sensazionali (che poi si rivelano bufale) e del portare avanti la propaganda anti Russia?

sabato 19 dicembre 2009

Forze armate e privatizzate.

Da L'Espresso.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/forze-armate-e-privatizzate/2117172

di Gianluca Di Feo

Tutta la gestione della Difesa passa in mano a una società per azioni. Che spenderà oltre 3 miliardi l'anno agli ordini di La Russa. Così un ministero smette di essere pubblico

Le forze armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni. Uno scherzo? Un golpe? No: è una legge, che diventerà esecutiva nel giro di poche settimane. La rivoluzione è nascosta tra i cavilli della Finanziaria, che marcia veloce a colpi di fiducia soffocando qualunque dibattito parlamentare. Così, in un assordante silenzio, tutte le spese della Difesa diventeranno un affare privato, nelle mani di un consiglio d'amministrazione e di dirigenti scelti soltanto dal ministro in carica, senza controllo del Parlamento, senza trasparenza. La privatizzazione di un intero ministero passa inosservata mentre introduce un principio senza precedenti. Che pochi parlamentari dell'opposizione leggono chiaramente come la prova generale di un disegno molto più ampio: lo smantellamento dello Stato. "Ora si comincia dalla Difesa, poi si potranno applicare le stesse regole alla Sanità, all'Istruzione, alla Giustizia: non saranno più amministrazione pubblica, ma società d'affari", chiosa il senatore pd Gianpiero Scanu.

Stiamo parlando di Difesa Servizi Spa, una creatura fortissimamente voluta da Ignazio La Russa e dal sottosegretario Guido Crosetto: una società per azioni, con le quote interamente in mano al ministero e otto consiglieri d'amministrazione scelti dal ministro, che avrà anche l'ultima parola sulla nomina dei dirigenti. Questa holding potrà spendere ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento o ad organismi neutrali. In più si metterà nel portafogli un patrimonio di immobili 'da valorizzare' pari a 4 miliardi. Sono cifre imponenti, un fatturato da multinazionale che passa di colpo dalle regole della pubblica amministrazione a quelle del mondo privato. Ma questa Spa avrà altre prerogative abbastanza singolari. Ed elettrizzanti. Potrà costruire centrali energetiche d'ogni tipo sfuggendo alle autorizzazioni degli enti locali: dal nucleare ai termovalorizzatori, nelle basi e nelle caserme privatizzate sarà possibile piazzare di tutto. Bruciare spazzatura o installare reattori atomici? Signorsì! Segreto militare e interesse economico si sposeranno, cancellando ogni parere delle comunità e ogni ruolo degli enti locali. Comuni, province e regioni resteranno fuori dai reticolati con la scritta 'zona militare', utilizzati in futuro per difendere ricchi business. Infine, la Spa si occuperà di 'sponsorizzazioni'. Altro termine vago. Si useranno caccia, incrociatori e carri armati per fare pubblicità? Qualunque ditta è pronta a investire per comparire sulle ali delle Frecce Tricolori, che finora hanno solo propagandato l'immagine della Nazione. Ma ci saranno consigli per gli acquisti sulle fiancate della nuova portaerei Cavour o sugli stendardi dei reparti che sfilano il 2 giugno in diretta tv?

Lo scippo. Quali saranno i reali poteri della Spa non è chiaro: le regole verranno stabilite da un decreto di La Russa. Perché dopo oltre un anno di dibattiti, il parto è avvenuto con un raid notturno che ha inserito cinque articoletti nella Finanziaria. "In diciotto mesi la maggioranza non ha mai voluto confrontarsi. Noi abbiamo tentato il dialogo fino all'ultimo, loro hanno fatto un blitz per imporre la riforma", spiega Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd in commissione Difesa: "I tagli alla Difesa sono un dato oggettivo, dovevano essere la premessa per cercare punti di convergenza. La tutela dello Stato non può avere differenze politiche, invece la destra ha tenuto una posizione di scontro fino a questo scippo inserito nella Finanziaria".

Non si capisce nemmeno quanti soldi verranno manovrati dalla holding. Difesa Servizi gestirà tutte le forniture tranne gli armamenti, che rimarranno nelle competenze degli Stati maggiori. Ma cosa si intende per armamenti? Di sicuro cannoni, missili, caccia e incrociatori. E gli elicotteri? E i camion? E i radar e i sistemi elettronici? Quest'ultima voce ormai rappresenta la fetta più consistente dei bilanci, perché anche il singolo paracadutista si porta addosso una serie di congegni costosissimi. La definizione di questo confine permetterà anche di capire se questa privatizzazione può configurare un futuro ancora più inquietante: una sorta di duopolio bellico. Finmeccanica, holding a controllo statale che ingaggia legioni di ex generali, oggi vende circa il 60 per cento dei sistemi delle forze armate. E a comprarli sarà un'altra spa: due entità alimentate con soldi pubblici che fanno affari privati. Con burattinai politici che ne scelgono gli amministratori. All'orizzonte sembra incarnarsi un mostro a due teste che resuscita gli slogan degli anni Settanta. Ricordate? 'L'imperialismo del complesso industriale-militare'. Un fantasma che improvvisamente si materializza nell'opera del governo Berlusconi.

Gli immobili. Questa Finanziaria in realtà realizza un altro dei sogni rivoluzionari: l'assalto alle caserme. È una corsa agli immobili della Difesa per fare cassa, sotto la protezione di una cortina fumogena. La vera battaglia è quella per espugnare un patrimonio sterminato: edifici che valgono oro nel centro di Roma, Milano, Bologna, Firenze, Torino, Venezia. Un'altra catena di fortezze, poligoni, torri e isole in località di grande fascino che va dalle Alpi alla Sicilia. Da dieci anni si cerca di trovare acquirenti, con scarsi risultati: dei 345 beni ex militari messi all'asta dal governo Prodi, il Demanio è riuscito a piazzarne solo otto. Adesso, dopo un lungo braccio di ferro tra La Russa e Tremonti, si sta per scatenare l'attacco finale. Con una sola certezza: i militari verranno sconfitti, mentre sono molti a pensare che a vincere sarà solo la speculazione. All'inizio Difesa Servizi doveva occuparsi anche della vendita degli edifici: la nascente spa a giugno si è presentata alla Borsa immobiliare di Cannes con tanto di brochure per magnificare il suo catalogo. Qualche perla? L'isola di Palmaria, di fronte a Portovenere, gioiello del Golfo dei Poeti affacciato sulle scogliere delle Cinque Terre. L'arsenale di Venezia, con ampi volumi e architetture suggestive, e un castello circondato dalla Laguna. La roccaforte nell'angolo più bello di Siracusa, pronta a diventare albergo e yacht club. La Macao, un complesso gigantesco con tanto di eliporto nel cuore di Roma, palazzi a Prati e ai piedi dei Parioli. Aree senza prezzo in via Monti incastonate nel centro di Milano. Ma il dicastero di Tremonti ha puntato i piedi: proprietà e vendita restano al Tesoro, che le affiderà a società esterne. Con un doppio benefit, secondo le valutazioni del Pd, per renderle ancora più appetibili. Chi compra, potrà aumentare la cubatura di un terzo. E avrà bisogno solo del permesso del Comune: Provincia e Regione vengono tagliate fuori, aprendo la strada a progetti lampo. Questo banchetto prevede che metà dell'incasso vada allo Stato; ai municipi andrà dal 20 al 30 per cento; il resto ai militari. Difesa Servizi però intanto può 'valorizzare' i beni. Come? Non viene precisato. In attesa della cessione, potrà forse affittarli o darli in concessione come alberghi, uffici o parcheggi.

Intanto però gli appetiti si stanno scatenando. E fette della torta finiscono in pasto alle amministrazioni amiche. Con giochi di finanza creativa. A Gianni Alemanno per Roma Capitale sono state concesse caserme per oltre mezzo miliardo di euro. O meglio, il loro valore cash: il Tesoro anticiperà i quattrini, da recuperare con la vendita degli scrigni di viale Angelico, Castro Pretorio, via Guido Reni e di un paio di fortezze ottocentesche ormai inglobate dalla metropoli. Qualcosa di simile potrebbe essere regalato a Letizia Moratti, per lenire il vuoto nelle casse dell'Expo: un bel pacco dono di camerate e magazzini con vista sul Duomo. "Così le logiche diventano altre: non c'è più tutela del bene pubblico ma l'esternalizzare fondi e beni pubblici attraverso norme privatistiche", dichiara Rosa Calipari Villecco, sottolineando l'assenza di magistrati della Corte dei conti o altre figure di garanzia nella nuova spa. Un anno fa i militari avevano manifestato insofferenza per questa disfatta edizilia. Il capo di Stato maggiore Vincenzo Camporini aveva fatto presente che era stato ceduto un tesoro da un miliardo e mezzo di euro senza "adeguato contraccambio". Oggi, come spiega l'onorevole Calipari, "non si sa nemmeno tra quanti anni le forze armate riceveranno i profitti delle vendite". Eppure i generali tacciono. Una volta ai soldati veniva insegnato 'Credere, obbedire, combattere'; adesso il motto della Difesa privatizzata è 'economicità, efficienza, produttività'. La regola dell'obbedienza è rimasta però salda. E con i tagli al bilancio imposti da Tremonti - in un trennio oltre 2,5 miliardi in meno - anche gli spiccioli della nuova holding diventano vitali per tirare avanti e garantire l'efficienza di missioni ad alto rischio, Afghanistan in testa.

Business con logo. Di sicuro, Difesa Servizi Spa sfrutterà le royalties sui marchi delle forze armate. Un business ghiotto. Il brand di maggiore successo è quello dell'Aeronautica. Felpe, t-shirt, giubbotti e persino caschi con il simbolo delle Frecce Tricolori spopolano con un mercato che non conosce distinzioni d'età e di orientamento politico. Anche l'Esercito si è mosso sulla scia: sono stati aperti persino negozi monomarca, con zaini e tute che sfoggiano i simboli dei corpi d'élite. Finora gli Stati maggiori barattavano l'uso degli stemmi con compensazioni in servizi: restauri di caserme, costruzione di palestre. D'ora in poi, invece, i loghi saranno venduti a vantaggio della Spa. Questo è l'unico punto chiaro della legge, che introduce sanzioni per le mimetiche senza licenza commerciale: anche 5 mila euro di multa. "La questione delle sponsorizzazioni è una foglia di fico per coprire altre vergogne. Tanto più che alla difesa vanno solo briciole", taglia corto il senatore Scanu. E trasformare il prestigio delle bandiere in denaro, però, non richiedeva la privatizzazione. La Marina ha appena pubblicato sui giornali un bando per mettere all'asta lo sfruttamento della sua insegna: si parte da 150 mila euro l'anno. Con molta trasparenza e senza foraggiare il cda scelto dal ministro di turno.

(15 dicembre 2009)

venerdì 18 dicembre 2009

giovedì 17 dicembre 2009

Attentato in Bocconi e simbologia esoterica.

Tempi interessanti per vivere , tempi che sicuramente stuzzicano l'intelletto e che vanno più veloci di quanto pensassi.


Il mancato attentato in Bocconi mi ha dato spunto per numerose riflessioni , alcune delle quali vorrei condividere con voi. La mia opinione personale è che l'attentato sia riconducibile non tanto al fantomatico FAI ( gruppo anarchico che se esistesse veramente sarebbe sicuramente dotato di umorismo avendo scelto di chiamarsi federazione anarchica informale ) ma agli uomini dei servizi segreti che avendo poca fantasia hanno deciso di ripercorrere la strada degli anni 70 per destabilizzare il paese, d'altronde se fossero stati dei creativi sarebbero andati allo Ied, e avrebbero fatto i creativi ...


Siccome queste sono supposizioni prive di fondamento by-passiamole non sono funzionali alla riflessione; Vorrei , invece che dedicaste la vostra attenzione e il vostro tempo ad un dettaglio della vicenda che inizialmente mi ha incuriosito, un dettaglio insignificante che però ha in sé le potenzialità per dare un significato completamente nuovo al fint... pardon al mancato attentato.


Per aiutarvi comprendere quello che ha catturato la mia attenzione devo parlarvi di un simbolo che ha origini antiche ed è permeato di significati nel mondo esoterico; conoscere i simboli e i loro significati è importante perché il mondo in cui viviamo è governato da un elite che utilizza questi simboli esoterici per i loro scopi e per i loro rituali , per combattere un nemico in modo efficace bisogna sapere come ragiona , come si comporta e sapere come comunica. Potete allora paragone il mondo dei simboli all'alfabeto con cui comunicano l'elites.



Le elites che ci governano hanno come parte integrante del loro culto l'adorazione degli astri , ed utilizzano gli allineamenti planetari e le loro conformazioni per compiere rituali precisi , vi stupireste di scoprire come i principali avvenimenti storici siano avvenuti in giorni non casuali ma prestabiliti.
Cercando di non allontanarci dall'argomento di cui vogliamo parlare accantoniamo lo studio della simbologia che rimanderemo a tempi futuri e ci concentriamo su quello che può aiutareci a vedere gli avvenimenti con altri occhi; per riuscire nel mio intento vi mostro una foto di una configurazione particolarmente cara ai nostri grembiulini e affini .



La conformazione che assumono Giove-Venere- la Luna assomiglia ad una grossa faccia sorridente pitturata , più poeticamente scolpita nella volta celeste. Questa faccia sembra sorridere e da essa ha origine un simbolo esoterico che di esoterico sembra avere ben poco ma che ha un significato intrinseco molto forte per i nostri cari adoratori di bafometto. Il simbolo che ha origine da questa conformazione è lo smiley che simboleggia l'energia vitale.










Da questo bel faccione sorridente poi ha origine la carta dei tarocchi del matto ( o joker). I tarocchi dovete sapere che sono alla base del linguaggio esoterico di molte sette massoniche come i Rosa Rossa e la Golden Dawn Il matto rappresenta gli elementi con cui forgiare il proprio destino ( in questo caso delle elites occulte che ci governano) , vorrei aggiungere che il matto ha un ghigno perenne dato dalla sua follia , chi sa di chi ride ... magari di noi ... ma vorrei ricordare il proverbio "ride bene chi ride ultimo" . Sorvoliamo il pessimo senso dell'umorismo e continuiamo a far lavorare l'intelletto miei cari amici .


Ora giustamente vi chiederete perchè vi ho ammorbato sull'esistenza e sul significato dello "smiley" ,e quale sia la relazione con il finto attentato alla Bocconi?


Prima di concludere vorrei rendervi partecipe di una mia immagine mentale . Nei sogni più bui delle notti più fredde mi immagino che un terrorista capace di mettere una bomba sia un duro , uno di quei duri puri che nei film di hollywood verrebbe interpretato da Bruce Wills, un duro pronto a morire per i propri ideali ,un duro che vive nei sottoscala del peggior quartiere della peggior città , soprattutto credo che quando firmi una rivendicazione si prenda sul serio,tremendamente sul serio...













.... magari il figlioletto non sapeva dove scarabocchiare.... oppure non è un terrorista informale e conosce il significato di alcuni simboli, e voleva mandare un messaggio preciso....





Lupo Luponis

mercoledì 16 dicembre 2009

LE NOSTRE PREVISIONI PER IL 2010.NOTIZIE BUONE E CATTIVE.

Il 2010 sarà come il 1930, o simile al 1937? Sarà diverso questa volta? Quando uno stato-nazione che in passato aveva un'alta produttività si autodistrugge con l'inflazione, quelli che rimangono indenni possono assorbire il colpo e, nel tempo, tirare fuori dai guai quello colpito. È stato il caso della Germania negli anni '20. Nel caso attuale la maggior parte delle economie mondiali sono in ginocchio, alcune più danneggiate di altre. Chi può rendere possibile il recupero questa volta? Non c'è nessuno. Non sarà la Cina, poiché molti sostengono che soffrirà lo stesso collasso sistemico sperimentato dagli Stati Uniti, dall'Europa, dalla Russia e dai paesi del Sud America. I paesi vicini alla Cina, come Giappone, Taiwan, Corea, India, Indonesia e altri, seguiranno i caduti.Le complessità incrociate degli affari e della finanza internazionale li hanno imbrigliati tutti in una ragnatela di collasso sistemico. Quelli che possono, devono tentare di salvarsi imponendo una massiccia inflazione. Sebbene potrebbe funzionare per qualche mese, alla fine imploderà tutto. Vi prego di prestare attenzione alle seguenti parole di John Pugsley, dal titolo “Common Sense Viewpoint” ("Il punto di vista del buon senso", ndt) così come riportate in “Golden Insights” ("Preziose intuizioni", ndt) di James U. Blanchard III 1997."L'inflazione distruggerà il debito. La risposta finale a tutte le discussioni (inflazione contro deflazione) resta nelle mani della Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti d'America, ndt) e del governo. Entrambi sono estremamente impegnati nel prevenire un collasso finanziario o la recessione. Finché loro saranno d'accordo a stampare dollari in modo da supportare i creditori in difficoltà, il ciclo andrà avanti. Quello che la maggior parte dei deflazionisti sbagliano a considerare è che l'inflazione distrugge il debito". "Con l'inflazione i creditori vincono e i debitori perdono. I deflazionisti non si rendono conto del fatto che se l'inflazione della disponibilità monetaria continua, cosa che succederà, ci sarà bisogno di deflazione. Tutto il debito del mondo può essere estinto creando potere d'acquisto... e questo è proprio quello che sta succedendo... i problemi relativi al debito saranno risolti, ma non saranno risolti attraverso la liquidazione dovuta a bancarotta e collasso. Saranno risolti attraverso la creazione di denaro. Stiamo per assistere alla più grande ondata di inflazione della storia del mondo. Vi conviene non trovarvi dalla parte sbagliata del dollaro." John Pugsley in "Common Sense Viewpoint" Siamo d'accordo con il signor Pugsley, ma questo scritto risale a qualche anno fa. Ci sentiamo di suggerire che al momento, con le nazioni precedentemente più produttive che diventano vittime sia dell'inflazione-iperinflazione che del collasso sistemico, il finale potrebbe essere peggiore di quanto previsto. Il nostro pronostico è che ci sia prima inflazione, poi ad un certo punto iperinflazione.Cosa succederà tra queste due fasi? Se dal nostro punto di vista quest'impresa richiederà almeno 2-3 anni, nessuno può saperlo con certezza. Prevediamo che il 2010 sarà uno dei peggiori anni della seconda grande depressione, o meglio, suggeriamo che il 2010 sarà il secondo ciclo di svariate fasi depressive. Il fallimento di Lehman e i crolli ad esso correlati furono solo la prima fase. Prima che la seconda fase terrorizzi i mercati globali, consigliamo di correre ai ripari.I debiti, sia pubblici che privati, non sono stati pagati in alcuna misura. A peggiorare la situazione, nuovi debiti continuano ad affliggere le banche centrali, le banche nazionali, i consumatori e il commercio. Per poter trovare una base comune e rendere possibile un recupero, questi debiti devono essere pagati, ci si può rifiutare di pagarli o cancellarli con l'inflazione. Per ora tutte queste soluzioni si stanno mettendo in pratica, ma, per quanto in fretta si risolvano i vecchi problemi, altri continuano ad accumularsi aggravando le difficoltà. Mentre i governi sono impegnati a cancellare il debito con l'inflazione, attraverso la creazione di moneta; ovvero stampando grandi quantità di dollari, banconote e obbligazioni privi di copertura, il loro peso è semplicemente insostenibile dal punto di vista matematico. Gli aggiotatori hanno superato il punto di non ritorno. Non ci sarà ripresa fintanto che non avverrà un'importante crollo. Questa soluzione è la risposta rapida e sleale alla cancellazione finale di tutti quei debiti. Pensiamo che avverrà in fasi e in modo spasmodico. Il Giappone è nelle condizioni peggiori, con un rapporto debito pubblico su PIL che si attesta oggi al 270%. Con una popolazione invecchiata e senza il numero sufficiente di giovani che occupino i posti di lavoro lasciati liberi, la deflazione è tornata e il mercato immobiliare giapponese sta ottenendo grandi successi. Gli Stati Uniti e l'Europa, esclusa la Gran Bretagna, hanno il 125% di debito su PIL, con la Gran Bretagna al 105%. (fonte: Societe Generale) Il dollaro statunitense gioca un ruolo molto importante in questo contesto. Dal momento che corrisponde circa all'85% della valuta di riserva, a seconda di come va il dollaro andrà il sistema globale. Sfortunatamente il dollaro può cadere ancora molto, e per questo mese di Dicembre 2009 può sprofondare fino ad un indice di 70.00-72.50 rispetto ai prezzi odierni. Ci aspettiamo che nell'arco dei prossimi tre anni il dollaro possa arrivare ad un minimo storico di circa 40-46.I titoli di borsa sono malridotti, e subiranno a breve un calo del 5-20%. Ci aspettiamo che il prossimo calo sarà blando e che i nuovi acquisti potranno ricominciare a Gennaio 2010 e proseguire durante la primavera. Il Dow Jones potrà facilmente raggiungere un valore base di 8850 per poi tornare a risalire. L'indice S&P [1] dovrebbe attestarsi a 950. Nel frattempo, potremmo assistere ad un taglio dell'11-12% di Dow Jones ed S&P.Il picco massimo del prezzo dei titoli potrebbe arrivare tra fine Maggio e Luglio 2010. In questo periodo, cinque eventi particolarmente negativi colpiranno l'economia e i mercati globali simultaneamente.E sono:(1) la perdita di 40-50 miliardi in dollari statunitensi attraverso malfunzionamenti di carte di credito;(2) le vendite di case, nuove e di seconda mano crollerà con tale violenza nella prima metà del 2010, che questo mercato si potrà considerare letteralmente in caduta libera. Ci saranno tra i 7 e i 10 milioni di nuovi mutui inadempienti, la maggior parte dei quali nella categoria standard (non di tipo subprime, [2]), a causa di perdite di lavoro;(3) le vendite di auto nella prima metà dell'anno saranno così basse che i produttori presenteranno istanza di fallimento;(4) i prestiti per beni immobili commerciali manderanno in rovina le società immobiliari e i loro progetti, tra quelli esistenti, in via di realizzazione e quelli solo pianificati; (5) le compagnie di assicurazione avranno un numero talmente alto di contratti inadempienti nel settore immobiliare che rischieranno di venir meno ai propri obblighi nei confronti di qualche direttiva d'emergenza del governo nel secondo TARP (Troubled Assets Relief Program, il piano di sostegno del governoamericano per il settore finanziario, ndt). Ad un certo punto, anni fa, le prime 20 compagnie assicurative potevano letteralmente controllare l'economia degli Stati Uniti. Possiedono grandi quantità di risorse in beni mobili, immobili ed obbligazioni a breve termine.Le valutazioni immobiliari crolleranno in media, su tutto il territorio degli Stati Uniti, di un altro 30%. Un anno fa credevamo che i prezzi degli anni '80 si sarebbero attestati come quelli minimi. Oggi si prendono in considerazione quelli degli anni '70. Il numero di case per cui è stato precluso il riscatto dell'ipoteca è maggiore negli ultimi 12 mesi che nell'intera decade della prima grande depressione degli anni '30. La mattina di lunedì 23 Novembre 2009, è stata riportata la notizia di una crescita del 10.1% nella vendita delle case. Questo non è nient'altro che l'effetto di vendite a prezzi bassi sollecitate da prestiti privati [3], aiuti del governo per abbassare i pagamenti degli acconti iniziali e le politiche di crollo dei prezzi ottenute dalle classi sociali più disagiate. Il mercato immobiliare rimane in uno stato di collasso internazionale. L'ultimo grande creditore, l'FHA (Federal Housing Administration, ndt) versa in gravi condizioni. L'inflazione è ora al valore non segnalato del 7% ed è in crescita. A partire da Maggio 2010 comincerà a colpire duramente, in primo luogo su quel terzo di popolazione statunitense con salario base e disoccupata. Gran parte dei loro introiti sono spesi in cibo ed energia. Queste due voci sono tra le prime ad essere colpite dall'inflazione. Coloro che possiedono auto nuove e acquistate in leasing faranno uso del cosiddetto "jingle mail" [4]. Dovranno riportare macchine e camion nuovi ai parcheggi dei commercianti, restituire le chiavi e smettere di pagare. Abbiamo visto questo meccanismo verificarsi con le case negli ultimi 1-2 anni. I parcheggi si riempiranno di auto e camion nuovi o seminuovi. Il loro valore precipiterà. Molte di queste restituzioni verranno dal programma "Cash for Clunkers" (letteralmente "contanti in cambio di vecchi macinini", ndt) per chi è rimasto incastrato da pagamenti di auto e camion che non possono permettersi.I fabbricanti di auto GM (General Motors, ndt) hanno previsto vendite negli Stati Uniti di 11 milioni nel 2010 con una nuova ripresa. Non ci sarà alcuna ripresa e le vendite potrebbero far scivolare l'intera industria fino a 7 milioni o meno per il 2010. E nel 2011 le cose si metteranno anche peggio.Le rinunce alle auto cresceranno e i sindacati lanceranno il loro grido d'allarme al presidente Obama. Lui troverà un rimedio finanziario temporaneo per l'industria moribonda. I consumatori non avranno potere d'acquisto, a credito o in contanti non fa alcuna differenza. Quelli con contanti li conserveranno, si metteranno al riparo e aspetteranno che la fine delle difficoltà. Le iscrizioni ai sindacati delle auto diminuiranno rapidamente. Gli acquisti di auto a credito si ridurranno ad un numero sempre più esiguo.Il settore del petrolio greggio e dell'energia ha un ruolo fondamentale in entrambe le direzioni. Oggi vediamo che il prezzo del petrolio si attesta ad 80$ con limiti inferiori appena sotto i 70$. I principi di base mostrano che un eccesso di offerta durante un periodo di depressione/recessione ha come effetto di diminuire la domanda. D'altra parte, l'inflazione dei prezzi sta crescendo su un dollaro sempre più debole e continuerà a crescere. Ci aspettiamo di vedere il greggio raggiungere i 50$, e poi tornare indietro e risalire a 100$ a causa dell'inflazione. La benzina seguirà questo andamento, dato che alcune raffinerie stanno chiudendo per via di perdite operative e non se ne stanno aprendo di nuove. Fondamentalmente sarà l'inflazione a vincere sull'aumento dei prezzi. Infine, tornerà ad esserci scarsità di prodotti.La depressione normalmente e storicamente dura dieci anni. Potrebbe volerci esattamente lo stesso tempo affinché i consumatori possano saldare i propri debiti e tornare in condizioni di normalità. I tassi d'interesse sono cresciuti, ma con debiti così alti e aumenti di salario piccoli o nulli di fronte ad un'inflazione nuova e così violenta, i consumatori saranno economicamente massacrati.I creditori e le banche attraverseranno nuovamente un periodo di difficoltà. Alle banche sono rimaste ben poche idee su come ottenere entrate da prestiti concessi, a parte la compravendita. Mentre la Goldman Sachs guadagna milioni di dollari alla settimana in questo modo, la maggior parte delle banche non sono attrezzate e si sono pochi operatori finanziari in grado di fare questo lavoro. Poiché chi si occupa di questi problemi per conto di Obama sta affliggendo i grandi operatori imponendo limiti alle entrate, questo rende le cose più complicate, al punto che queste persone preferiscono andarsene a lavorare all'estero, dove possono avere salari illimitati.Il mercato obbligazionario è così immenso che gli ci vuole tempo per rovesciarsi e colare a picco. Le banche centrali dell'Asia e degli Stati Uniti sono state le nostre principali acquirenti di valuta estera. Se da un lato continuano ad aquistarne per poter mantenere uniti i mercati, dall'altro stanno: (1) preferendo le valute a breve scadenza rispetto a quelle a lunga scadenza, (2) convertendone parzialmente l'acquisto al settore delle materie prime. Con lo Yen più forte, il Giappone è sempre più impegnato in complicati viaggi per l'acquisto di risorse, come la Corea del Sud. Sono entrambi in cerca di grano, oro, olio, gas naturali ed altre materie prime che non possiedono.Le obbligazioni ad alto rischio e ad alto rendimento potrebbero perdere fino ad un terzo del loro valore attuale solo il prossimo anno. L'acquisto di buoni del tesoro e di obbligazioni continuerà fino a che "la fiducia e il credito totale" verranno meno. Alla fine collasseranno, ma in tempi molto lenti, a causa delle dimensioni di questi mercati. Siamo convinti del fatto che nessuna obbligazione sia sicura. Quelle municipali sono considerate tra le più sicure. Ma cosa succederà quando città, paesi, contee e stati saranno così in bancarotta da non poter pagare gli interessi? Le loro imposte fiscali precipiteranno. Alcune sono più sicure di altre, ma per quanto tempo? Chi è in grado di indicare un limite? Nessuno, perché sarebbe una mossa troppo politica.Molti stati che fanno parte degli USA sono finanziariamente falliti o stanno per esserlo. Si è scoperto che almeno un terzo dei soldi ottenuti attraverso il TARP è stato usato per salvare gli stati dalla bancarotta. Questo provocherà un'escalation, perché i soldi federali del TARP non possono aiutarli abbastanza in fretta e in quantità sufficiente a mantenerli uniti. Ci si aspetta che l'occupazione nei vigili del fuoco e nella polizia diventerà sempre più scarsa, a discapito della sicurezza in varie comunità. Dieci stati si trovano in condizioni finanziariamente critiche e 47 sono in lista per diventarlo.New York, New Jersey, Connecticut, Michigan, Ohio, Florida, Arizona, Nevada e California sono gli stati che versano nelle condizioni peggiori, poiché soffrono la mancanza di entrate fiscali da parte di aziende e consumatori falliti. Ci si aspetta che la California sarà tra i primi ad andare fuori controllo. Continuano ad escogitare nuove tasse e non lavorano sulla riduzione delle spese. Quando alcuni stati affronteranno il collasso totale ci troveremo in breve tempo in condizioni pessime. Il Michigan è tra gli stati in condizioni peggiori. La maggior parte degli stati stanno spendendo fino all'ultimo centesimo. Si rifiutano di ridurre i costi, poiché lo considerano un suicidio politico. Spenderanno fino a che non avranno più nulla, e quindi chiederanno aiuto al governo federale. La Cina si trova nei guai, poiché i consumatori statunitensi hanno smesso di acquistare da loro. Il loro TARP per la prima parte dell'anno era superiore a quello degli Stati Uniti sia in quantità che in rapidità di spesa. Si stima che abbiano speso in quattro mesi, tra Gennaio e Maggio 2009, all'incirca 600 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali indirizzati a progetti che si trovano in condizioni di sovracapacità. La mancanza di acquisti da parte degli Stati Uniti ha causato un crollo delle esportazioni per la Cina di circa il 25%. Inoltre, è da notare che l'economia cinese è circa un quarto di quella statunitense.Ci sono centinaia di fabbriche cinesi inattive e milioni di lavoratori licenziati senza nuovo impiego e senza grandi prospettive di lavoro. D'altra parte, milioni di fattorie di sussistenza sono state vendute per cercare lavoro in città. Ora che il lavoro non c'è più, e non ci sono nemmeno le fattorie che avrebbero potuto garantire cibo, nel 2010 ci aspettiamo un collasso più o meno rapido della Cina, con disordini e altri problemi sociali. La Cina ha bisogno di 24 milioni di nuovi posti di lavoro all'anno solo per rimanere in pari e sono ben lontani dal poter realizzare numeri come questi; non basta che la crescita di nuovi impieghi migliori.Se la preoccupazione che la Cina non sia più in grado di acquistare i nostri (degli USA, ndt) buoni del tesoro diventasse reale, il governo degli Stati Uniti potrebbe fermare gran parte delle importazioni premendo sulle tariffe doganali. A quel punto la Cina si ritroverebbe con una disoccupazione alle stelle, beni ammucchiati senza possibilità di vendita e con un trilione di dollari in obbligazioni e carta moneta statunitense di pochissimo o nessun valore. Subirebbero un colpo da 1 trilione di dollari statunitensi e rimarrebbero bloccati con montagne di merce invendibile. La ricaduta sociale sarebbe catastrofica. La Cina deve continuare ad acquistare obbligazioni statunitensi per poter mantenere le esportazioni in movimento; sebbene ad un livello ridotto.Se le importazioni dalla Cina dovessero cessare, i lavoratori americani potrebbero trovare qualche forma di impiego a salari bassi nelle industrie statunitensi riaperte, con un ritorno alla manifattura. Dopo tutto, dove troverebbe la Wal-Mart [5] i beni da vendere nei propri negozi? Ci auguriamo il meglio, speriamo che la Cina riesca a sopravvivere affrontando solo una lieve recessione. Con le finanze e i mercati globali così fragili e distrutti gli concediamo una possibilità su cinque di farcela. Piuttosto, in un'economia sotto il comando del comunismo cinese, l'imminente dislocazione potrebbe essere leggendaria.Ambrose-Evan Pritchard, lo stimato autore per The London Telegraph ha detto: "L'economia mondiale sta ancora pattinando su una sottile lastra di ghiaccio. L'ovest è saziato dal debito, l'est dai (troppi) stabilimenti. La crisi è stata (apparentemente) contenuta azzerando le tasse e creando una bufera fiscale, distruggendo così gli equilibri di sovranità. Ma il cuore del problema rimane. I paesi anglosassoni e i Club Med stanno stringendo la cinghia, tuttavia l'Asia non sta producendo abbastanza domanda (interna) per compensare. Sta producendo scorte."(fonte: "organic Chinese demand is barely beginning"[6])."Dal mio punto di vista i mercati continuano a negare la rovina strutturale dovuta alla bolla di credito. Ci sono altre due problemi da affrontare: la bolla di investimenti in Cina e lo scandalo delle banche in Europa. Temo che solo dopo potremo fare piazza pulita e ricominciare, molto lentamente, un nuovo ciclo."Siamo d'accordo con il signor Pritchard, ma la Cina ha anche altre bolle speculative, nelle auto, nei beni immobiliari, nel mercato azionario, nell'immensa carenza di acqua e nell'inquinamento. Se queste dovessero scoppiare una per volta, potrebbe essere gestibile. Ma potremmo vederne scoppiare più di una alla volta. In questo caso, la Cina potrebbe smantellare l'intero sistema globale. Si faccia caso agli effetti della recente paura derivata dall'inadempienza di Dubai per 80 milioni di dollari.L'istruzione, specialmente tra i college e le università, ha subito un duro colpo poiché gli studenti si domandano se spese dell'ordine di 40.000 fino a 80.000 dollari valgano la pena in queste condizioni economiche. I ragazzi appena laureati, con buoni voti, ma nessuna esperienza lavorativa, fanno più fatica a trovare lavoro. Le persone con esperienza ottengono i pochi lavori rimasti, dato che i datori di lavoro hanno un ventaglio di scelte più ampio e possono essere molto esigenti. Inoltre, non hanno tempo né soldi per la formazione. Molti ragazzi ottengono istruzione tramite internet, fanno formazione lavorando e accettano ogni tipo di lavoro pur di avere una busta paga. Gli insegnanti delle scuole pubbliche con più anni di esperienza che lavorano nell'istruzione primaria e secondaria [7] sono stati sfoltiti per assumere nuovi e più economici neolaureati. Gli insegnanti di lingue straniere, assieme a quelli di matematica e scienze sono ancora i preferiti. Ci si aspetta un aumento nell'istruzione domestica, dato che gli insegnanti licenziati lavorano a casa con i propri figli e accolgono altri ragazzi dietro pagamento. Il sistema dell'istruzione pubblica è in serio pericolo. La gente non può più permettersela. Poiché il governo statunitense ha permesso anni fa che si accumulassero pile di carte burocratiche, almeno un terzo del budget rivolto alla scuola pubblica deve essere devoluto a lavoro stupido, costoso e politicamente corretto. È un'enorme perdita di cui soffrono studenti ed insegnanti.Ci aspettiamo inoltre un aumento degli incidenti stradali, dovuti a lavori e riparazioni stradali procrastinati. I ponti possono cadere e le pavimentazioni danneggarsi, causando altri danni. Le comunità con le tasse più alte verranno abbandonate, soprattutto dagli adulti con figli già fuori casa. In questo modo New York ha perso circa 6 miliardi di dollari in tasse non riscosse.Questa tendenza è ancora più veloce. Assistiamo a pensionati che vendono le proprie case perché non possono permettersi di pagare le tasse sui beni immobiliari. Si spostano verso stati con tasse più basse e comunità più piccole che offrono meno servizi. Gran parte dei servizi offerti dalle grandi città non sono necessari e i consumatori non sono in grado di pagarli. Immaginate la città di Detroit tremenamente desertica. Bisogna occuparsi del commercio di oro e argento I manager e gli operatori finanziari non sono sposati ai mercati e si muovono a seconda di dove si trovano idee che fruttano. I titolo di oro ed argento possono crescere e calare nel breve termine, ma poi decolleranno nelle controtendenze del 2010. I grandi investitori hanno scommesso sulle merci sicure, come oro, argento, grano, rame, platino e altri. Acquistano regolarmente a partire dal Labor Day [8] fino a Maggio, sopportano le flessioni e negoziano in media ogni 50 e 200 giorni. Con il dollaro in caduta, tali manager prevedono grossi guadagni in questi mercati. I futures [9] dell'oro erano scambiati a circa 1.200 dollari questa mattina (1 Dicembre). Prevediamo un lieve calo nel breve termine, seguito da un'altra ondata di acquisti.Le politiche governative per lo più fallisconoIl programma liberale e innovatore studiato da Obama per trasferire ricchezza non funziona. La popolarità del presidente sta sprofondando insieme al suo programma. Il problema principale è l'incapacità del governo ad uscire dalla crisi dell'occupazione. Continuano a scavare, mentre mettono le basi per le idee sbagliate, creando confusione maggiore e più profonda. Questo aumenta l'attrattiva dei metalli preziosi e altri beni di questo tipo. La disoccupazione è il problema economico prioritario. Il dollaro è la base di svariati mercati. A Dicembre il dollaro calerà ancora.
Lasciate perdere le linee oblique di confronto. Concentratevi sull'andamento del riquadro in basso. Personalmente, vedo incredibili opportunità di commercio che non avremo per molti altri anni. Dobbiamo convertire i problemi in opportunità. Chi si trova dalla parte giusta dello scambio potrebbe diventare ricco. Quelli dall'altra parte sono solo vittime. State all'erta. Roger WiegandFonte: www.kitco.comLink: http://www.kitco.com/ind/Wieg_cor/roger_dec12009.html1.12.2009Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ELISA NICHELLINOTE:[1] sta per Standard & Poor's, società sussidiaria di McGraw-Hill che realizza ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni, nota anche per i suoi indici di mercato S&P. [2] i mutui subprime sono quelli che vengono concessi a soggetti che non possono accedere a tassi di interesse di mercato, perché hanno una storie di problemi pregressi come debitori.[3] nel testo originale "seller financing", una pratica che sfrutta la possibilità di coprire una parte o tutto il prezzo di vendita - generalmente di una casa -attraverso un pagamento rateale direttamente al venditore. [4] con questo termine si intende la restituzione delle chiavi di casa da parte del proprietario a colui che ha emesso il prestito come forma di rinuncia alla proprietà. [5] multinazionale americana, proprietaria dell'omonima catena di negozi. [6] "l'esigenza naturale della Cina è appena iniziata". [7] nel testo originale: K-12, ovvero da Kindergarten (scuola materna) al 12th grade (ultimo anno di scuola secondaria). [8] festività statunitense che si celebra il primo lunedì di Settembre. [9] contratti a termine standardizzati per poter essere negoziati facilmente in borsa.