Gira la voce tra i blogger più catastrofisti che siamo in piena bolla speculativa , un remake del 2008 .
Ma che tipo di bolla mi sono chiesto ?delle commodities? valutaria? immobiliare? dei derivati?
Leggendo e documentandomi ho cercato di capirci qualcosa e sono giunto alla conclusione che esistono tante bolle sui mercati che stanno crescendo insieme con una potenza distruttiva mai vista per l'economia ; affrontarle tutte insieme sarebbe quasi impossibile , e capirle tutte nella loro complessità difficile; volendo procedere passo dopo passo ho deciso di studiarle singolarmente e provarle a spiegarle sul mio blog una ad una.
Oggi vorrei farvi comprendere la speculazione valutaria che alimenta la superbolla attualmente presente sui mercati , in queste righe scatteremo una radiografia sull'attuale salute del dollaro e paragonando il biglietto verde ad un paziente ; sceglieremo l' indicatore più appropriato per misurarne i parametri vitali e cercheremo di capire le ripercussioni che eventuali speculazioni valutarie hanno sul mercato.
CONSIDERAZIONI SUL "QUANTITATIVE EASING".
Per la nostra analisi dobbiamo ricordarci che uno dei numerosi fattori che influiscono sulla forza di una valuta è la quantità di circolante che la sua banca centrale immette sul mercato ( liquidità).Per chi fosse estraneo a studi di macroeconomia vorrei utilizzare un esempio riduttivo che però è in grado di rendere l'idea: se detengo 1 kg di oro e stampo 1000 $ ( circolante) ogni biglietto da un dollaro varrà 1mg di oro , se raddoppio la quantità di circolante ( 2000 $) il valore del singolo biglietto si dimezzerà e varrà 0.5 mg di oro; come ho sottolineato in alcuni post precedenti le recenti iniezioni di liquidità sono in realtà iniezioni letali per le valute poichè le indeboliscono e le spingono verso una forte svalutazione;
riassumendo e semplificando il concetto possiamo affermare che : più incremento il circolante più indebolisco una valuta creando i presupposti per un fenomeno di inflazione.
Questa crisi è stata risolta con un incremento esponenziale di liquidità , poichè per evitare un blocco totale del sistema creditizio tra le banche , tra banche e imprese ( Corporate e Pmi) si è deciso di stampare a dismisura (metaforicamente parlando perché avviene tutto elettronicamente). La bacchetta magica che ci ha tirato fuori dal credit crunch è stata quella di riattivare il credito tramite un'iniezione spaventosa di circolante nei mercati.

Sperando che questo banale esempio possa essere stato di aiuto i meno "navigati" per capire un meccanismo in realtà ben più complesso vorrei cercare di approfondire l'argomento aggiungendo che le variabili della base monetaria che incidono sul valore di una valuta non si limitano al circolante ma si estendono agli aggregati monetari che sono grandezze atte a definire la quantità effettiva di circolante ,depositi e attività finanziarie che per il loro particolare grado liquidità possono svolgere le funzioni di moneta , infatti vengono definite volgarmente quasi-moneta.
Il quantitativo di aggregati monetari della federal reserve è incrementato negli ultimi anni vertiginosamente e dal 1971 il valore del dollaro non è più ottenuto attraverso la relazione tra volumi degli aggregati monetari e riserve aurifere.
Il principio che prima avevamo utilizzato per spiegare come calcolare sommariamente il valore di una valuta , è stato completamente ignorato; il sistema finanziario in preda ad una crisi di mezza età si è dato ad una finanza creativa aumentando esponenzialmente la base monetaria senza che ci fosse alcuna ripercussione sul valore delle valute ( alla faccia di chi dice che gli economisti siano esseri tristi,grigi e non creativi), il valore reale si discostato dal valore nominale .
L'aggregato monetario del dollaro é suddiviso in quattro parametri:
- M0. Base monetaria vera e propria
- M1. Liquidità primaria
- M2. Liquidità secondaria
- M3. Dato da M3 + titoli a reddito fisso a breve termine
come si può vedere dal grafico , il quantitativo di M3 da qualche anno non viene reso noto ; dunque possiamo affermare che il dollaro ha una valore reale virtuale non reale se consideriamo la base monetaria sottostante .

CONSEGUENZE PREVEDIBILI DEL "QUANTITATIVE EASING" SUL DOLLARO.
Come abbiamo visto il dollaro tecnicamente ha un biglietto di sola andata per la completa svalutazione, possiamo affermare che si stanno in parte ricreando i presupposti per il fenomeno conosciuto come "iperinflazione", tale fenomeno dovrebbe essere preceduto da una forte immissione di quantità di moneta circolante (per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento consiglio quest'articolo di Ellen Brown).
Come leggiamo dalla pessima ma spesso utile enciclopedia virtuale :
"...Il secondo fattore, l'emissione di nuova moneta, da parte di banche centrali e altri istituti di credito, può essere rivolta a soddisfare le esigenze di liquidità di qualche soggetto economico particolare, -come Stato, finanza o imprese-, trascurando le conseguenze per l'intero sistema di un'eccessiva massa monetaria.
Il finanziamento di una quota consistente della spesa pubblica attraverso l'emissione di monetaanziché tramite le imposte e l'emissione di titoli del debito pubblico: questo può accadere in caso di guerra ("economia di guerra") o per lo shock economico di un default (fallimento) dello Stato o di gruppi finanziari, economici o industriali di importanza economica pari a quella dello Stato stesso."
Il finanziamento di una quota consistente della spesa pubblica attraverso l'emissione di monetaanziché tramite le imposte e l'emissione di titoli del debito pubblico: questo può accadere in caso di guerra ("economia di guerra") o per lo shock economico di un default (fallimento) dello Stato o di gruppi finanziari, economici o industriali di importanza economica pari a quella dello Stato stesso."
Una volta compreso il background delle politche monetarie applicate al dollaro, per approfondire la nostra analisi dovremmo trovare un indicatore capace di misurare il reale valore del dollaro rispetto ad altre valute in relazione alle considerazioni fatte.
Ci serve un indicatore capace di fare un benchmark con le altre valute internazionali per capire quanto l'espansione monetaria abbia impattato negativamente sul biglietto dello zio Sam: tra le tante opzioni che il panorama finanziario ci offre, suggerirei di utilizzare come termometro il US Dollar Index (USDX), un indice, che misura la forza della valuta statunitense rispetto ad un paniere di sei valute estere, precisamente:
- Euro (EUR), 57.6%
- Japanese yen (JPY), 13.6%
- Pound sterling (GBP), 11.9%
- Canadian dollar (CAD), 9.1%
- Swedish krona (SEK), 4.2%
- Swiss franc (CHF) 3.6%

La prima quotazione di questo indice nel marzo del 1973 fu 100,000 (massimo storico di 160,000 e minimo di 70,698); tecnicamente l'USDX è una media ponderata dei cambi , tralasciando la formula statistica (molto semplice), all'interno della stessa formula ci focalizziamo sul significato degli esponenti associati alle diverse valute che corrispondono al peso della moneta indice.
Il "peso" che maggiormente influenza questo indice è l'euro (57,6 %) ;dunque un cambio con l'euro come quello odierno influenzerà il grafico dell'USDX verso il basso. Un'analisi empirica del grafico ci permetterà di capire la reale forza del dollaro.
QUI SOTTO IL GRAFICO DAL 18/06/2009 AL 18/09/09.

CONSEGUENZE PREVEDIBILI DEL "QUANTITATIVE EASING " SUI MERCATI.
Un dollaro debole attraverso un'abile gioco di speculazione chiamato "carry trade" ha permesso la mirabolante falsa ripresa che ha come suo baluardo il rialzo (speculativo) che caratterizza gli ultimi mesi del dow jones; volendo riassumendo molto brevemente le politiche intraprese dalle banche centrali per risolvere il crediti crunch potremmo sintetizzare il tutto in due azioni:
- Aumento della base monetaria.
- Diminuzione dei tassi di interesse.
L'aumento della base monetaria e della liquidità ha sicuramente falsato i mercati , indebolito il dollaro e creato ripercussioni che vedremo solo nel lungo termine , mentre la diminuzione dei tassi in concomitanza di un dollaro debole ha contribuito alla nascita di pratiche speculative sul dollaro stesso; infatti i bassi tassi si prestano ad un gioco in cui si può fare utili sul differenziale di tasso.
Cercherò di essere molto semplice seppur stiamo parlando di un operazione di speculazione valutaria molto raffinata:
un operatore si finanzia prendendo a prestito dollari ad una tasso molto favorevole pressoché nullo ed investe in altre valute "forti" per beneficiare del differenziale tra i tassi .
Questa operazione speculativa conosciuta con il nome di carry trade è fatta dalle grosse corporations e dalle banche di investimento che realizzano extra-utili fittizi , in grado di giustificare i rialzi borsistici dovuti a bilanci gonfiati e completamente discostati dalla produzione di valore , quindi , senza benefici per l'economia reale.
CONSEGUENZE DEL "QUANTITATIVE EASING" SULLE ESPORTAZIONI.
Come abbiamo visto fino ad ora le conseguenze della politiche monetaria hanno indebolito il dollaro il che potrebbe far pensare ai meno navigati che un dollaro debole sia sfavorevole all'economia statunitense, mentre in realtà avvantaggia le esportazioni ; infatti se la valuta nazionale è debole le imprese che esportano saranno competitive sui mercati internazionali perché nei paesi con una valuta forte ( come l'euro... ) converrà importare beni dai paesi con una valuta debole ( come il dollaro) ; utilizzando il classico esempio che viene utilizzato nel corso di macroeconomia , oggi , ad una famiglia europea conviene andare in vacanza negli USA perché gode di un euro forte , se alla famiglia si sostituiscono gli importatori il gioco è fatto .
A tale proposito ho trovato un interessantissimo grafico fatto dall'ottimo sito intermarketmorein cui vengo sovrapposti i grafici degli utili tra le imprese americane che esportano e quelle che non esportano

Questo comporta una reazione che ho ribattezzato in modo barbaro " a specchio" da parte delle banche centrali degli altri paesi, che per far rimanere competitiva la propria valuta si trovano costrette a indebolirla con operazioni analoghe, insomma una sorta di paradosso in cui si cerca di indebolisce volontariamente la propria valuta.
COME FINIRA'?
Se fino ad ora mi sono limitato a rielaborare i dati reali ora mi azzarderò ad una previsione economica avvalorata da quanto ho sopra esposto .
I tassi bassi del dollaro non potranno essere mantenuti in eterno , infatti arriverà un momento in cui si dovranno ( voglio sottolineare la differenza semantica tra dovere e volere ) rialzare i tassi di interesse ( chiamatale pure exit strategy), ed in barba a quanto ci dicono , cioè che i tassi rimarranno bassi fino al 2012 questo rialzo dei tassi avverrà in modo repentino ed inaspettato.
In questo contesto un rialzo dei tassi di interessi sul dollaro non potrà che portare alla chiusura delle posizioni speculative aperte riacquistando i dollari presi a prestito, questo comporterà una massiccia ondata di vendite e il resto non ve lo sto a spiegare perché lo avete già visto...
Inoltre un rialzo dei tassi rafforzerà il dollaro penalizzando il beneficio che le imprese traggono sul esportazioni affossando quel poco di ripresa sull'economia reale statunitense portandola al collasso defenitivo...
... a questo seguirà la trappola del debito che approfondirò successivamente,
Lupo Luponis
1 commenti:
manca l`analisi del mercato interbancario che e` l`opera viva dell`iceberg
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